MASTERCHEF: IN RIFUGIO NON C’E’ CRACCO

masterchef in rifugio

Qui non siamo a Masterchef e in cucina non c’è Carlo Cracco.

Qualche anno fa, in piena estate, un collega rifugista ha appeso fuori dal rifugio questa lettera.

E’ un foglio-decalogo con le informazioni di base per i turisti-clienti che soprattutto in piena estate arrivano in rifugio con richieste inappropriate.

Come potete immaginare questa lettera è diventata subito virale sul web e sui social, in quanto è stata molto condivisa e ha generato moltissimi commenti.

Ma di fondo esiste un problema da gestire legato alla fruizione estiva del turista “della domenica”, cioè quello che arriva in rifugio esclusivamente per il pranzo della giornata di festa.

Questo incredibile afflusso di clienti non informati sulla funzione e i servizi del rifugio, spesso mettono a dura prova l’equilibrio della gestione: aumento del personale, mancanza di prenotazioni, richieste inopportune, lavoro della cucina, gestione delle lamentele.

Il turista del rifugio si dice che è molto cambiato e sta cambiando negli ultimi anni. Non usa più il rifugio come base per i lunghi trekking, o per le ascensioni alpinistiche, o per le lunghe gite di giornata, ma come punto di arrivo delle brevi passeggiate a scopo merenda.

Qui non siamo a Masterchef e in rifugio non c’è Cracco: con questo titolo il gestore ha voluto attirare il cliente con una comunicazione della moda del momento, conoscendo tutti e sentendosi tutti molto esperti di cucina attraverso i programmi di questi cuochi superstar.

Questo evidenzia la totale mancanza di conoscenza e di consapevolezza di quello che significa vivere e lavorare in alta montagna, in condizioni disagevoli.

La pubblico qui nel blog perché è molto divertente e molto emblematica.

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