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MANUALE PER L’ASPIRANTE RIFUGISTA

manuale per aspirante rifugista

Manuale per l’Aspirante Rifugista

Dopo oltre dieci anni di gestione di un rifugio escursionistico del Club Alpino ho voluto raccontare, scrivere e descrivere le mie esperienze personali, condite con consigli utili per tutti gli aspiranti rifugisti.
Era il 2018 ed è nato da subito un blog inserito in un più ampio progetto online che ha preso forma anche con un progetto editoriale: il mio primo libro “Il Rifugista” la cui prima edizione è dell’anno successivo.
Dopo circa cinque anni il progetto online si è articolato con i canali social, numerosi contatti di aspiranti rifugisti e la condivisione dei nuovi bandi di gestione per i rifugi su tutto il territorio nazionale.
Grazie a questo lungo lavoro di contenuti sono stato utile nell’aiuto della stesura di diversi progetti di gestione e per la collaborazione con alcuni privati proprietari di strutture nella gestione delle stesse.
Il progetto editoriale invece si è evoluto con una seconda edizione e successivamente con video-lezioni inerenti i temi trattati.
Ad inizio 2024 ha visto la luce questo secondo libro, il vero manuale per l’aspirante rifugista e la terza edizione del mio primo libro, da acquistare su Amazon.
Era diventato ormai necessario differenziare un libro con la mia storia personale, nella quale racconto i dieci anni di gestione con aneddoti e descrizioni sempre utili per gli aspiranti rifugisti, consigli dati dalla esperienza diretta, e un secondo libro invece ben più tecnico e approfondito sotto gli aspetti fondamentali e obbligatori per cercare di diventare rifugisti di professione.
Qui si trovano necessariamente gli aggiornamenti normativi, quelli sulla formazione e un approfondimento dettagliato ed ampliato di tutti i punti trattati nel primo progetto editoriale e online come avvenuto con le utili video lezioni.
Cinque anni di contatti diretti con i lettori e i fruitori di tutti i miei contenuti hanno reso possibile questo secondo lavoro, fatto di aggiunte dettagliate, modifiche e miglioramenti, approfondimenti e molto altro ancora.

MANUALE PER ASPIRANTE RIFUGISTA: GIORNATA TIPO

La giornata tipo di un gestore di rifugio alpino è spesso ricca di attività variegate e impegnative, poiché il rifugista deve gestire diverse sfide e responsabilità legate all’operatività del rifugio. 

Sebbene ogni giornata possa essere unica, ecco una descrizione generale di una tipica giornata di lavoro del gestore in un rifugio alpino:

– 5:00 – 6:00: Alba e preparazione per la giornata. Il gestore si sveglia presto per iniziare la giornata in modo organizzato e prepararsi per la partenza degli ospiti dopo la colazione.

– 6:00 – 8:00: Colazione e prime indicazioni al personale. Il gestore si incontra con i suoi collaboratori per condividere le informazioni importanti sulla giornata, supervisionare e coordinare le prenotazioni, eventi speciali e situazioni particolari. Vengono assegnati i compiti e si verifica che tutto sia pronto per la partenza degli ospiti presenti e l’arrivo dei nuovi in giornata.

– 8:00 – 10:00: Gestione delle attività quotidiane. Durante questa fascia oraria, il gestore si occupa delle attività quotidiane del rifugio. Ciò può includere la supervisione delle pulizie e della manutenzione delle strutture, la gestione delle scorte di cibo e bevande, la pianificazione dei pasti per gli ospiti, l’organizzazione delle attività ricreative e l’assistenza ai primi ospiti che arrivano in struttura come gli ultimi a partire.

– 10:00 – 12:00: Tempo per le attività personali e amministrative. Il gestore può dedicare del tempo per gestire la corrispondenza, rispondere alle email, effettuare ordini di rifornimenti, gestire le prenotazioni future e occuparsi delle attività amministrative legate alla gestione del rifugio.

– 12:00 – 14:00: Preparazione e servizio del pranzo. Il gestore collabora con lo staff della cucina per preparare e servire il pranzo ai clienti. Si assicura che il menu sia adeguato alle esigenze e alle preferenze degli ospiti e dei turisti, garantendo un servizio di alta qualità e una buona esperienza gastronomica.

– 14:00 – 16:00: Accoglienza degli ospiti e check-in. Il gestore accoglie gli ospiti che arrivano al rifugio, si assicura che le prenotazioni siano corrette e gestisce il processo di check-in, fornendo loro informazioni sul rifugio, le regole, le attività disponibili e le misure di sicurezza.

– 16:00 – 18:00: Supporto agli ospiti e organizzazione di attività. Durante questo momento il gestore è disponibile per fornire assistenza agli ospiti, rispondere alle loro domande e fornire informazioni sui sentieri, le attività locali o le attrazioni turistiche. Può organizzare escursioni guidate, lezioni di alpinismo o altre attività per gli ospiti interessati con la collaborazione degli altri professionisti della montagna.

– 18:00 – 20:00: Preparazione e servizio della cena. Il gestore collabora con lo staff della cucina per preparare e servire la cena agli ospiti. Si assicura che il servizio sia efficiente, che i piatti siano di alta qualità e che gli ospiti siano soddisfatti delle loro scelte culinarie.

– 20:00 – 22:00: Tempo libero degli ospiti e chiusura delle attività. Durante questo momento gli ospiti possono rilassarsi, socializzare o partecipare ad attività organizzate in rifugio. Il gestore si assicura che tutto proceda senza intoppi e che gli ospiti siano soddisfatti delle loro esperienze. Successivamente, il gestore supervisiona la chiusura delle attività del rifugio per la notte.

– 22:00 – 23:00: Pianificazione per il giorno successivo e preparazione per la notte. Il gestore verifica le prenotazioni e le attività pianificate per il giorno successivo, preparando il terreno per una giornata organizzata. Chiude la giornata assicurandosi che il rifugio sia pronto per la notte.

– 23:00 – 5:00: Riposo. Dopo una lunga giornata di lavoro, il gestore di rifugio alpino si prende del tempo per riposare e rigenerarsi. Questo periodo è dedicato al sonno e al recupero energetico per affrontare una nuova giornata impegnativa.

Ovviamente, queste attività possono variare a seconda delle stagioni, degli eventi speciali o di altre circostanze specifiche. La giornata di un gestore di rifugio alpino richiede flessibilità, capacità di problem solving e una forte dedizione per offrire un servizio di qualità agli ospiti e garantire il corretto funzionamento del rifugio.

Durante tutto il corso della giornata, il gestore di rifugio alpino deve essere pronto ad affrontare situazioni impreviste e problemi che potrebbero sorgere. Ciò potrebbe includere la gestione di situazioni di emergenza, come intemperie improvvise, smarrimenti o infortuni, e l’adozione di misure correttive immediate per garantire la sicurezza degli ospiti.

Inoltre, il gestore di rifugio alpino può dedicare del tempo alla formazione e all’aggiornamento delle proprie competenze. Ciò potrebbe implicare la partecipazione a corsi di formazione, workshop o conferenze per acquisire nuove conoscenze nel campo della gestione alberghiera, dell’ospitalità, delle pratiche sostenibili o di altri settori rilevanti, oltre agli aggiornamenti delle normative vigenti.

È importante sottolineare che la giornata di un gestore di rifugio alpino può variare notevolmente in base alla stagione: durante la stagione estiva, ad esempio, il gestore potrebbe dover gestire un flusso importante e crescente di turisti per il servizio pranzo oltre ad escursionisti e alpinisti per il servizio di mezza pensione, mentre durante la stagione invernale potrebbe concentrarsi sulla gestione degli sciatori e degli appassionati di sport invernali, diversamente la stagione primaverile di scialpinismo sposterà completamente gli orari della colazione e sul numero degli ospiti ecc..

In ogni caso, la giornata di un gestore di rifugio alpino è caratterizzata dalla necessità di essere flessibile, di adattarsi alle mutevoli esigenze degli ospiti e di gestire in modo efficiente le attività quotidiane del rifugio. Richiede una combinazione di competenze gestionali, relazionali e tecniche, nonché una passione per l’ospitalità e per l’ambiente montano senza eguali.

In sintesi, la giornata di un gestore di rifugio alpino è intensa e impegnativa, ma anche gratificante. Richiede una profonda conoscenza delle montagne e delle loro sfide. Il gestore lavora instancabilmente per offrire un’esperienza indimenticabile agli ospiti e per garantire il corretto funzionamento del rifugio, facendo in modo che sia un luogo accogliente e sicuro in cui gli amanti della montagna possano trovare riposo, avventura e connessione con la natura.

Se vuoi scoprire tutto il progetto online per l’aspirante rifugista inizia dalla home qui o vai direttamente alla pagina delle risorse gratuite dove poterti registrare

10 PUNTI FONDAMENTALI CHE UN ASPIRANTE RIFUGISTA DEVE CONOSCERE IN MODO APPROFONDITO

 

1) Esperienza in montagna: La conoscenza e l’esperienza in montagna sono fondamentali per diventare gestore di un rifugio alpino. È importante avere una solida conoscenza delle montagne, dei sentieri, delle condizioni meteorologiche e delle sfide che possono presentarsi in un ambiente di alta montagna.

La conoscenza che un rifugista deve possedere del proprio territorio deve essere una conoscenza approfondita: egli conosce perfettamente l’ambiente alpino che lo circonda, comprese le caratteristiche geografiche, la fauna e la flora locali, nonché le condizioni climatiche tipiche della regione intesa come zona. Inoltre le condizioni meteo aggiornate e le condizioni neve aggiornate in tutti i periodi dell’anno a seconda della quota. Questa conoscenza è fondamentale per offrire informazioni accurate e consigli utili agli ospiti del rifugio e ai turisti in generale.

 

2) Competenze di gestione: Un gestore di rifugio deve avere competenze di gestione solide. Ciò include la capacità di gestire le prenotazioni, il personale, le forniture e le operazioni quotidiane del rifugio.

Un rifugista deve avere competenze di gestione aziendale, inclusa la capacità di pianificare e coordinare le attività di promozione del rifugio per attirare un numero sufficiente di ospiti, oltre alla normale amministrazione del conto economico, alla gestione della burocrazia insieme ai suoi consulenti.

 

3) Capacità di gestire le emergenze: La sicurezza è una priorità assoluta in montagna. Un gestore di rifugio alpino deve essere in grado di gestire efficacemente le situazioni di emergenza e avere familiarità con i protocolli di sicurezza, il primo soccorso e le procedure di evacuazione.

Un rifugista di professione è consapevole che nell’ambiente alpino possono verificarsi situazioni di emergenza, come intemperie improvvise, smarrimenti o infortuni. Il gestore deve essere preparato per tutte queste situazioni in modo tempestivo ed efficace, garantendo la sicurezza degli ospiti e del personale.

 

4) Conoscenza delle normative: È importante avere una conoscenza approfondita delle normative locali e nazionali che regolano i rifugi alpini ed escursionistici. Queste normative riguardano la sicurezza, la formazione obbligatoria sua e dei suoi dipendenti, l’igiene, la somministrazione di bevande e alimenti, la gestione dei rifiuti, la conservazione dell’ambiente e altre questioni importanti.

 

5) Abilità gastronomiche: molte persone frequentano i rifugi per gustare la cucina tradizionale di un territorio e tipica di montagna. Un buon gestore di rifugio dovrebbe avere competenze culinarie per preparare e servire pasti deliziosi e nutrienti agli ospiti, clienti e turisti. In alternativa può delegare questo importante e fondamentale servizio ad un suo collaboratore o ad una completa brigata. Un buon rifugista deve comunque avere competenze per gestire la cucina e il suo personale. Questo include la capacità di creare menu equilibrati, preparare piatti locali e gestire l’approvvigionamento di cibo e bevande.

 

6) Capacità di comunicazione: La comunicazione è essenziale per interagire con gli ospiti, il personale e le autorità locali. Un gestore di rifugio dovrebbe avere buone capacità di comunicazione per fornire informazioni chiare e utili e gestire le relazioni con le persone coinvolte.

Il rifugista deve avere ottime capacità relazionali con gli ospiti del rifugio e i turisti in generale, il personale dipendente e i fornitori. Una comunicazione chiara ed efficace è essenziale per garantire una buona esperienza agli ospiti e per mantenere relazioni positive con le parti interessate. Diversamente da come si può immaginare un rifugista silenzioso e solitario, burbero come poteva essere tanti anni fa, oggi i rifugisti sono esposti anche ai social e condividono il proprio lavoro e la passione per il territorio e la montagna.

 

7) Orientamento all’accoglienza: Un rifugio alpino è un luogo di ospitalità e accoglienza. Un gestore di successo dovrebbe avere un forte orientamento al servizio clienti, fornendo un’esperienza positiva e memorabile agli ospiti.

Un rifugista deve saper mettere le esigenze degli ospiti al centro delle proprie attività. La capacità di anticipare e soddisfare le aspettative degli ospiti è fondamentale per garantire un’esperienza unica, senza dimenticare che il servizio di un rifugio deve essere altro da quello alberghiero e ristorativo inteso in città.

 

8) Capacità organizzative: Gestire un rifugio alpino richiede una buona organizzazione. È importante essere in grado di pianificare e coordinare le attività quotidiane, come la gestione delle prenotazioni, il controllo delle scorte e la manutenzione del rifugio.

Abilità di leadership poiché il rifugista deve essere un leader capace, in grado di motivare e ispirare il proprio team. Una leadership efficace favorisce un ambiente di lavoro positivo, un’ottima comunicazione e una cultura aziendale solida.

 

9) Conoscenza delle lingue straniere: I rifugi alpini attirano visitatori provenienti da tutto il mondo. La conoscenza di almeno una lingua straniera, come l’inglese, può essere molto utile per comunicare con gli ospiti internazionali.

Inoltre sono utili anche le competenze di marketing e promozione: un gestore di rifugio deve avere competenze di marketing e promozione per attirare un numero sufficiente di ospiti e promuovere il rifugio. Questo può includere la creazione di un sito web accattivante, l’uso dei social media, la partecipazione a fiere o eventi di settore e la collaborazione con le associazioni del territorio nonché l’associazione regionale di categoria.

 

10) Passione per la montagna: Infine, ma non meno importante, un gestore di rifugio alpino dovrebbe avere una vera passione per la montagna. L’amore per la natura e l’entusiasmo per l’ambiente alpino contribuiranno a creare un’esperienza autentica e coinvolgente per gli ospiti del rifugio.

Un rifugista deve avere passione per l’avventura e l’outdoor. Questo amore per l’ambiente naturale e l’esplorazione del territorio  contribuiranno a creare un’atmosfera tipica che solo nei rifugi si può percepire e provare.

 

Questi dieci punti rappresentano aspetti fondamentali per diventare un gestore di rifugio di professione. Una combinazione di conoscenze specifiche, competenze imprenditoriali e personalità orientate al servizio contribuiranno a garantire un’esperienza indimenticabile per gli ospiti e il successo del rifugio.



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