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IL RIFUGISTA: definizione

wikipedia rifugista

Il Rifugista: chi è il gestore di rifugio per definizione?

Per Wikipedia: a questo link 

A seconda della struttura della quale è responsabile, vive e lavora in rifugio da un minimo di 90 giorni durante la stagione estiva, fino tutto l’anno nei rifugi sempre aperti.

Solitamente viene affiancato da collaboratori per offrire il miglior servizio ai turisti, ospiti, che siano alpinisti ed escursionisti o semplici frequentatori di montagna. Nei rifugi vengono offerti principalmente servizi di pernottamento e servizi di ristorazione, che trovandosi ad alta quota in condizioni poco agevoli, sono spesso essenziali e spartani, con una attenzione particolare al servizio di accoglienza ad alpinisti ed escursionisti che sono gli ospiti cui dedicare le attenzioni più adeguate.

Il rifugista è un professionista della montagna che lavora in sinergia con altri: guide alpineguida ambientalemaestro di sci, soprattutto con il soccorso alpino per i casi di pericolo ed emergenza. È di fondamentale importanza per chi frequenta la zona di montagna dove si trova il rifugio che gestisce, per chiedere consigli sulle condizioni meteo, sulle vie di accesso, sulle condizioni dei sentieri, sulle condizioni di neve e previsione valanghe nei periodi invernali e primaverili per lo scialpinista. È la persona che vive il rifugio ed il territorio circostante, che sono per definizione presidi culturali che rispettano, proteggono e promuovono la montagna.

Il rifugista può essere il proprietario dell’immobile del rifugio, oppure può esserne gestore semplice affittuario per un proprietario privato. Nella maggior parte dei casi però la proprietà è di Enti pubblici, come amministrazioni comunali ed Enti regionali, Enti di aree protette oppure di soggetti privati senza scopo di lucro come le sezioni del Club Alpino Italiano. In tutti questi casi il gestore del rifugio diventa tale dopo aver partecipato ad un Bando di gestione[1], che è lo strumento dal quale vengono selezionati i candidati tramite l’esperienza maturata, il curriculum vitae personale, il progetto di gestione, l’offerta economica, il colloquio durante la visita del rifugio, l’eventuale certificazione di requisiti specifici.

Il rifugista è un imprenditore autonomo a tutti gli effetti: considerato per le normative come un semplice commerciante che si occupa degli aspetti legati alla ristorazione, somministrazione di bevande e alimenti, e all’accoglienza turistica extra alberghiera. Nonostante la condizione “speciale” nella quale si trova a lavorare, non ha agevolazioni particolari per gli aspetti legati alla burocrazia e all’amministrazione della sua attività economica-commerciale.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il gestore di rifugio o rifugista è il lavoratore che gestisce il rifugio, nonché il custode del rifugio stesso.

Sapete chi è stato il primo a scrivere su Wikipedia la parola "rifugista"?

Non è un vanto, ma è solo una curiosità.

Quando ho iniziato a scrivere gli articoli del blog, tra le varie ricerche sul web ho cercato anche la definizione corretta e sul più importante dizionario online mondiale (Wikipedia) non c’era traccia della parola e nemmeno della professione del gestore di rifugio.

Così ho brevemente studiato il modo per apportare le prime notizie e informazioni di base per una definizione con le note a supporto obbligatorio.

Così sono stato il primo a “mettere online”, poi fortunatamente aggiornata, aggiunta, incrementata con fonti ben più autorevoli. Oggi si trova una buona definizione con link interessanti e utili.

La definizione di “rifugista” per Treccani a questo link


s. f. e m. Chi possiede o gestisce un rifugio in montagna. ♦ Lo stesso Rifugio Torino, il più famoso delle Alpi, è organizzato come un piccolo hotel, con il selfservice e la mezza pensione. Si può capire che chi mangia al sacco, secondo vecchie consuetudini, non sia l’ospite ideale: «Ma la cosa più negativa è quando arriva qualcuno che crede di aver diritto a tutto perché ha in tasca la tessera del Cai – dice il gestore Duilio Grognardi, simpatico rifugista di vecchio pelo che nel rinnovo dei locali prevede anche una palestrina, buona per i giorni di maltempo –, ma chi ci pensa che qui abbiamo problemi enormi, per esempio con l’acqua? Ogni tirata dello sciacquone al gabinetto mi costa la bellezza di duecentocinquanta lire». (Alberto Papuzzi, Stampa, 15 luglio 1994, p. 13, Società e Cultura) • Nella catena del Fiz in Alta Savoia si possono fare tappe da uno a tre giorni all’insegna del gusto: i rifugisti si sono messi d’accordo e mangerete ogni giorno un piatto tipico diverso, dalla fonduta savoiarda alla zuppa di legumi alla torta ai frutti di bosco. (Repubblica.it, 7 agosto 2006, Cronaca) • La Fondazione Dolomiti Unesco realizzerà una campagna comunicativa, richiesta espressamente dai rifugisti, e incentrata in particolare sull’utilizzo responsabile dell’acqua. L’utilizzo responsabile della risorsa idrica, viste le difficoltà di approvvigionamento in quota, è il concetto più difficile da far comprendere a quanti si aspettano che un rifugio eroghi servizi simili a quelli di un albergo o di un ristorante. (Ansa.it, 245 febbraio 2021, Trentino-Alto Adige) • Il Brioschi a 2.410 metri di quota sulla Grigna settentrionale, 127 anni di vita, il Rosalba, adagiato sulla cresta occidentale della Grigna meridionale, inaugurato nel 1906. Entrambi appartengono al Cai di Milano, che ha dato il patrocinio all’iniziativa. In queste due strutture, che ogni anno accolgono escursionisti provenienti da tutto il mondo, si terranno le lezioni: sei fine settimana a partire dal prossimo 12 marzo. «Siamo nelle stesse condizioni di migliaia di ristoratori o addetti del comparto turistico — sottolinea Torricini —. Trovare personale idoneo è complicato, ancora di più se il lavoro è quello di rifugista. Ci vogliono competenze, passione, coraggio. Spesso assumiamo giovani che dopo poche settimane se ne vanno […]». (Barbara Gerosa, Corriere della sera.it, 26 gennaio 2022, Milano, Lombardia).

Sfortunatamente nessun’altro dizionario, almeno online, definisce la parola e la professione del gestore di rifugio. Per entrare nei dettagli bisogna perciò seguire le normative regionali che ho raggruppato e consultabili a questo LINK

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